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manager_europa_169x126imagoeconomicaL’ ANIA e le Organizzazioni Sindacali  hanno firmato l’Accordo per l’istituzione del “Fondo di Solidarietà per il sostegno del reddito, dell’occupazione e della riconversione e riqualificazione professionale del personale delle imprese assicuratrici”.

Con un comunicato stampa dedicato a questa notizia, cliccare qui per scaricarne il testo integrale, la associazione delle compagnie di assicurazione esprime la propria soddisfazione per l’accordo a lungo discusso e poi definitivamente concluso con le cinque sigle sindacali maggiormente rappresentative.

Il Fondo sarà uno strumento importante per il settore per poter gestire al meglio  eventuali riorganizzazioni e ristrutturazioni delle imprese“, dichiara l’ANIA, aggiungendo poi,  per il tramite del proprio direttore generale Garonna, che  questa iniziativa “aiuta ad eventualmente affrontare le sfide impegnative che caratterizzano questa fase delicata e complessa di uscita dalla crisi“.

Nell’essere cosa buona il fatto che esista uno nuovo strumento in grado di sostenere lavoratori eventualmente in situazione di crisi occupazionale, la notizia è un esplicito avvertimento di concrete possibilità di ridimensionamento di aziende e di persone.

E’ altrettanto esplicito il concetto che per affrontare sfide impegnative, riorganizzare e ristrutturare presuppongano con ragionevole certezza anche la necessità di alleggerire gli organici delle aziende assicurative.

Questo sta semplicemente a significare che  nel mentre in altri settori si annunciano e interpretano seppur timidi  segnali di ripresa  per il mondo delle polizze il peggio deve ancora cominciare.

E’ il segnale di un malessere sotterraneo, intuito e ancora mai dichiarato, che vede inevitabilmente gli assicuratori al traino di una economia ancora zoppicante,  con la quale gli Intermediari, agenti e broker, hanno da tempo fatto i conti.

E se succederà quanto si promette assisteremo nuovamente a una dispersione e impoverimento di competenze all’interno delle compagnie, che inevitabilmente si riverserà sugli Intermediari, con probabili carenze di servizio e di prodotti.

E’ anche per questo motivo che ogni ipotesi riorganizzativa delle imprese non dovrebbe trascurare  un coinvolgimento globale della struttura, distributiva e di direzione,  per progettare nuove razionalità condivise.

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L’ISVAP ha pubblicato anche quest’anno i risultati della  indagine sul fenomeno della criminalità nel settore assicurativo riferiti all’anno 2008, allo scopo di valutarne compiutamente gli effetti e la portata.

cliccare qui per scaricare il documento completo

L’ISVAP precisa che le informazioni riguardano i rami Responsabilità civile autoveicoli terrestri, Corpi di veicoli terrestri, Incendio ed elementi naturali e Altri danni ai beni. Per ciascuno di tali rami sono stati elaborati i prospetti che riportano la distribuzione  regionale e provinciale dei sinistri connessi con reati a danno delle imprese.

Dalla analisi, precisa l’Istituto,  sono esclusi i premi lordi contabilizzati e i sinistri del lavoro diretto svolto all’estero e, nell’ambito dei sinistri, le stime delle riserve per sinistri tardivi (ovvero sinistri non ancora denunciati). Inoltre, per quanto riguarda il solo ramo R.c. autoveicoli terrestri, l’importo relativo ai sinistri non comprende il contributo al Fondo di Garanzia Vittime della Strada.

I sinistri oggetto di rilevazione sono quelli collegati ad ipotesi di reato, siano essi denunciati all’autorità giudiziaria ovvero non denunciati per mancanza di prove sufficienti.

Per questi ultimi le imprese si sono avvalse di valutazioni effettuate dai collaboratori periferici che operano nello specifico settore della liquidazione sinistri.

I dati relativi alla distribuzione regionale e provinciale dei premi contabilizzati e dei sinistri per l’anno 2008 sono disponibili sul sito Internet dell’ Autorità nell’area “Pubblicazioni e Statistiche”.

 

I risultati di sintesi nei rami oggetto di indagine (all’interno del documento dell’ISVAP si possono consultare i dettagli geografici nei rispettivi allegati)

Ramo R.C. autoveicoli terrestri

I sinistri riconducibili a fenomeni criminosi a danno delle imprese di assicurazione nel 2008 sono stati 76.784, con un’incidenza del 2,31% rispetto alla globalità dei sinistri del ramo (2,54% nel 2007), per un importo di 293,1 milioni di euro, pari al 2,24% dell’ammontare complessivo dei risarcimenti (2,27% nel 2007) ed all’1,67% dei premi del ramo (1,59% nel 2007). 

Ramo Corpi di veicoli terrestri

I sinistri ricollegabili a reati a danno delle imprese sono stati 10.152, con un’incidenza dello 0,86% sul numero globale dei sinistri del ramo (1% nel 2007), per un importo di 36,8 milioni di euro che rappresenta l’1,97% del valore dei risarcimenti (1,86% nel 2007) e l’1,16% dei premi del ramo in esame (0,88% nel 2007). 

Ramo Incendio ed elementi naturali

Nel 2008 i sinistri riconducibili a reati a danno delle imprese sono stati 1.577, con un’incidenza dello 0,48% rispetto alla globalità dei sinistri del ramo(0,53% nel 2007), per un importo di 28 milioni di euro, che rappresenta l’1,75% dell’ammontare complessivo dei risarcimenti (1,70% nel 2007) e l’1,21% dei premi del ramo (0,94% nel 2007). 

Ramo Altri danni ai beni

I sinistri collegabili a reati commessi a danno delle imprese sono stati 3.471, con un’incidenza dello 0,41% sul numero totale dei sinistri del ramo (0,42% nel 2007), per un importo pari a 19,6 milioni di euro, che costituisce l’1,01% dell’ammontare complessivo dei risarcimenti (0,54% nel 2007) e lo 0,72% dei premi del ramo (0,36% nel 2007).

 

Sono dati che potrebbero non sembrare rilevanti, viste le relazioni percentuali che sono in grado di esprimere rispetto alle rispettive globalità dei sinistri dei rami di appartenenza.

Sarebbe però interessante conoscere il grado di affidabilità che le compagnie attribuiscono alle valutazioni di tutti quei sinistri, che, seppur collegati a ipotesi di reato, non sono stati denunciati all’autorità giudiziaria per mancanza di “prove sufficienti. Sembrano poter essere unicamente valutazioni soggettive, poichè se così non fosse stato nulla avrebbe potuto impedirne la denuncia alle autorità.

Altro aspetto che meriterebbe un ulteriore approfondimento è rappresentato dalla distanza temporale tra la avvenuta liquidazione del danno e la denuncia all’autorità giudiziaria.

In altre parole, dei sinistri rubricati nell’indagine quanti sono stati quelli impropriamente liquidati, perchè solo successivamente al pagamento del danno si sono configurati come reali, o presunti, prodotti di attività criminosa?

E quante liquidazioni si sono potute evitare perchè la connotazione criminosa è stata scoperta prima di far passare alla cassa impropri aventi diritto?

E ancora, volendo impietosamente infierire su una pur sempre lodevole statistica, quanti sono stati i sinistri liquidati per i quali non si sono potute raccogliere prove sufficienti di “appartenenza criminale”?

tn_schule_pcL’ISVAP ha pubblicato oggi la FAQ n.42,   con la quale viene prorogato al 28 febbraio 2010 il termine per l’assolvimento dell’obbligo di aggiornamento professionale  2009.

La notizia offre certamente maggiore respiro a tutti gli Intermediari, e saranno certamente la maggioranza, che a oggi  non  hanno ancora provveduto all’adempimento in questione.  

Visto da una angolazione opposta, chi vorrà invece beneficiare della proroga si troverà comunque a dover provvedere all’obbligo formativo 2010 nei soli dieci mesi residui.

nuova FAQ n. 4.12

4.12. Qual è il termine per l’adempimento degli obblighi di aggiornamento professionale per l’anno 2009?

In considerazione delle esigenze connesse al recepimento del complesso delle modifiche al Regolamento Isvap n. 5/2006 sull’intermediazione assicurativa introdotte dal Provvedimento ISVAP n. 2720 del 2 luglio 2009, l’adempimento degli obblighi di aggiornamento professionale per l’anno 2009 può essere effettuato entro il 28 febbraio 2010.

ISCRITTO L’ATTO DI FUSIONE PER INCORPORAZIONE DI ALLEANZA ASSICURAZIONI S.P.A. E TORO ASSICURAZIONI S.P.A. IN ASSICURAZIONI GENERALI S.P.A.

Dal 1 ottobre prossimo infatti  la integrazione di Toro e Alleanza in Generali sarà cosa ormai fatta. cliccare qui per scaricare il relativo comunicato stampa

Già con il comunicato  del 23 febbraio scorso le compagnie interessate sottolineavano che…

• L’integrazione di Toro ed Alleanza dà vita ad un’unica realtà con una quota di mercato superiore al 5% e oltre 3,3 milioni di clienti. Il nuovo operatore garantirà al Gruppo Generali maggiori vantaggi competitivi nel mercato italiano grazie alla valorizzazione della complementarietà delle reti di distribuzione – agenti per Toro e produttori dipendenti per Alleanza – e del know-how nel danni e nel vita specifico delle compagnie.

• Grazie all’operazione la rete di Alleanza potrà distribuire prodotti danni retail alla propria clientela e quella di Toro potenziare l’offerta vita. Nasce in questo modo l’assicuratore di riferimento della famiglia italiana sull’intera gamma di prodotti assicurativi. In linea con la politica multibrand di Generali, saranno mantenuti distinti i marchi e le reti delle società, valorizzando i loro brand, tra i più riconosciuti sul territorio. 

• Previste entro il 2012 significative sinergie annue lorde per € 200 milioni, di cui sinergie di ricavo fino a € 100 milioni grazie a nuove opportunità di cross selling, sinergie di costo per € 60 milioni e benefici fiscali netti annui per € 40 milioni.

Personalmente ho ritenuto sin dal primo annuncio della operazione che il mercato avesse sottovalutato la portata delle prospettive competitive che che saranno messe in campo dai nuovi numeri.

Vale infatti la pena ricordare che al momento della pubblicazione di questo post risultano iscritti al RUI 13.920 nominativi alla Sez.C in qualità  quindi di produttori diretti per conto di Alleanza.

Aggiunti rispettivamente a quelli, non immediatamente computabili dal RUI, in collaborazione con le  287 e 542 Agenzie  rispettivamente di Toro e Generali.

Chi e come sarà in grado di contrastare  quasi 14.000 assicuratori che provengono dalla scuola delle vecchie polizze vita “popolari”, abituati a un porta a porta sistematico e accanito che forse non ha mai avuto eguali nel nostro settore,  e che ora sono pronti a allargare a famiglie molto più numerose di prodotti quali sono quelli del comparto Danni?

Sarà interessante osservare quale sarà il modello organizzativo che guiderà l’inserimento di questi venditori. Se sarà di supporto o alternativo alle attuali Reti Agenziali, o se  agirà invece attraverso una sorta di sovrapposizione antagonista.

E’ forse uno dei rari casi in cui solidità storica di marchio e di struttura distributiva si rinnovano in maniera così radicale.

E’ una nuova scossa a un mercato di lunga letargia, e che sembra ora voler guadagnare freneticamente nuove posizioni in ogni segmento praticabile, con o senza persone, con o senza banche, con o senza internet, con o senza telefono.

Con o senza competente qualità, offerta e percepita.

ANIAL’ANIA ha reso disponibile sul proprio sito il riepilogo della nuova produzione delle Polizze Vita-Settore Individuale.

cliccare qui per scaricare il documento completo ANIA-trends con le informazioni dettagliate

Il Mese di Agosto non è certamente indicativo in quanto tale, ma è comunque una occasione per traguardare quanto è stato prodotto nei primi otto mesi dell’anno. Il ritorno dei risparmiatori allo strumento assicurativo è, come tutti sappiamo bene, un tentativo di rifugiarsi verso strumenti più sicuri di quelli finanziari del passato, per tentare anche di ottenere un rendimento che superi quelli, ormai vicini allo zero, dei titoli di stato.

Come sempre l’esame individuale dei dettagli delle tabelle riportate dall’ANIA viene lasciato all’interesse del singolo lettore, senza però rinunciare ad evidenziare la distribuzione, per canale distributivo, della nuova produzione vita da Gennaio a Agosto.

  • Agenzie in appalto                        9,8%
  • Agenzie in economia                    2,4%
  • Sportelli Bancari e Postali      66,8%
  • Promotori Finanziari                 14,1%
  • Altre forme (inclusi Broker)      0,1%
  • Imprese UE-LPS                              6,9%

Sono ancora i canali di acquisizione finanziaria, risparmio gestito e banche, a guidare i numeri della raccolta. Maggiore aggressività nella vendita, migliore vocazione nel risparmio, migrazione da strumenti precedenti, possono essere i primi superficiali marcatori di una tendenza del mercato del Settore Vita.

Certamente l’intermediario tradizionale per elezione, l’Agente di Assicurazione, è relegato dietro volumi marginali. Analisi maggiormente approfondite sarebbero certamente utili per comprendere la logica delle cifre, ma la evidenza dei risultati porta a una unica frettolosa conclusione: l’Agente non dispone di uguale numerosità e qualità di contatto con i clienti.

Resta da comprendere se alla consapevolezza di subire questa prevalenza di chi le assicurazioni non le fa come unico mestiere si accompagna una chiara visione su se e come si potrebbero modificare questi numeri.

00000112_isvapIl 17 settembre scorso, per gli scopi previsti dalla  attività conoscitiva nell’ambito dell’esame della Comunicazione della Commissione Europea sulla vigilanza finanziaria europea,  si è svolta la Audizione del Presidente dell’ISVAP Giancarlo Giannini presso la Commissione VI della Camera dei Deputati (Finanze).

Dal testo integrale della audizione, pubblicato dall’ISVAP e scaricabile cliccando qui, è tratto questo stralcio (ne sono state liberamente evidenziate alcune parti) nel quale il Presidente Giannini provvede opportunamente a sottolineare le caratteristiche di inopportunità di eventuali progetti di accorpamento delle due attuali Autorità di Vigilanza, rispettivamente bancaria e assicurativa.

…omissis

Non vi è alcuna evidenza che una struttura della vigilanza diversa da quella che ha portato alla trasformazione in Autorità degli attuali comitati di terzo livello dia maggiori garanzie di efficienza ed efficacia dell’azione di vigilanza sulla stabilità finanziaria. 

È stata al momento scartata  l’ipotesi di riorganizzare la vigilanza europea sulla base dell’accentramento delle relative funzioni presso un’unica Autorità (modello inglese) o distinguerla per finalità tra due Autorità, una incaricata della stabilità dell’impresabancaria/assicurativa e l’altra della trasparenza verso i depositanti/assicurati (modello olandese). 

La scelta della Commissione Europea è del tutto condivisibile; ciò in particolare con riguardo alla salvaguardia delle specificità del settore assicurativo e delle sue profonde differenze con quello bancario e mobiliare.

Il processo di integrazione tra i due settori, quello bancario e quello assicurativo – che per un periodo sembrava destinato ad assottigliare sempre più la linea di demarcazione tra comparti tradizionalmente distinti – e la opportunità di creare una maggiore convergenza delle regole prudenziali non devono portare a conclusioni erronee circa la diversa natura delle due attività

Le vicende degli ultimi due anni hanno dimostrato con chiarezza che ad accomunare i due settori nel contesto della crisi finanziaria è stata la eccessiva finanziarizzazione dei due business:

  • per le banche, il trasferimento a terzi (investitori/risparmiatori) del rischio di credito, attraverso il passaggio da un modello basato sull’assunzione e la gestione in proprio di tale rischio (originate and hold) ad un modello in cui all’assunzione dei rischi faceva seguito la sua distribuzione presso investitori e risparmiatori (originate and distribuite), favorendo così una non corretta politica di selezione degli stessi;
  • per le assicurazioni, il trasferimento a terzi (assicurati) del rischio di investimento, attraverso la diffusione di prodotti caratterizzati da una spiccata connotazione finanziaria (unit e index linked) fortemente trainata dalla bancassurance; questo modello distributivo resta valido ma si segnala un importante recupero in termini di sviluppo di prodotti tradizionali, in cui la compagnia fornisce una garanzia di rendimento minimo. 

Il ritorno, ognuno nel settore di rispettiva competenza, al business tradizionale fa riemergere con maggiore chiarezza i caratteri distintivi delle due attività ed i rischi che ne caratterizzano l’operatività. 

Basti pensare nel settore assicurativo alla inversione nel ciclo entrate/uscite (che ha preservato il settore dal rischio di liquidità nell’immediatezza dello scoppio della crisi), alla circostanza che la finanza costituisce un importante strumento ma non il fine della sua attività e che il focus, delle compagnie e della vigilanza, resta incentrato sui processi di tipo tecnico-attuariale legati al rischio assicurativo vero e proprio.

omissis…

campanelloAnche questa estate si è conclusa, per chi le ha fatte le ferie sono un ricordo ormai affievolito, per gli altri un rimpianto non ancora colmato. Per tutti incombono le attese per un nuovo futuro,  dai contorni non facilmente prevedibili.

  • Per gli Intermediari Assicurativi  la attenzione va ancora una volta richiamata sull’assolvimento dell’obbligo di pagamento del Contributo di Vigilanza per l’anno 2009

Personalmente vi ho provveduto prima del 15 agosto scorso, non appena ricevuta la relativa comunicazione da parte dell’ISVAP.

Ancora una volta abbiamo scoperto in tanti come una procedura banalmente semplice come un pagamento possa diventare inopportunamente complicata.

Le istruzioni dell’esattore non sono corrette poichè non mantengono le premesse operative. Una per tutte la impossibilità di pagare il MAV online attraverso una consueta banale operazione di home banking. Motivo per cui le alternative possibili si sono ridotte al bonifico o al conto corrente postale. Certamente non si tratta di operazioni complicate e particolarmente costose, ma personalmente sono sempre insofferente nei confronti di coloro che sbandierano procedure “friendly”, e gratutite come il MAV,  e che poi non sono in grado di mantenere.

In compenso abbiamo tutti scoperto, leggendo il bollettino postale nella sezione riservata alla Banca per l’addebito convenzionale su un conto corrente, che gli iscritti al RUI sono “Associati”, di chi e a che cosa non lo abbiamo mai saputo!

  • Gli Intermediari Assicurativi devono inoltre ricordarsi che entro questo scorcio di anno 2009 devono provvedere agli obblighi di aggiornamento professionale, meglio conosciuto come le 30 ore.

Messici quindi tutti in regola siamo finalmente pronti a contabilizzare polizze nuove e incassi futuri, e magari anche commissioni, ma sarà tutto così facile?

Potremo certamente dibatterne a lungo, ma senza rimandare progetti e soluzioni adeguate.

Posta

Sicuramente il rigore formale nel rispetto delle realtà contrattuali è caratteristica prioritaria e fondamentale per ogni assicuratore. Lo stesso rigore dovrebbe essere adottato anche negli adempimenti necessari all’assolvimento dell’obbligo del pagamento del contributo di vigilanza dovuto per il 2009 da Intermediari  e Periti Assicurativi.

Ma anche quest’anno l’ISVAP ha somministrato una buona dose di ansiosi interrogativi ai “forzati della inadempienza loro malgrado“. Le stesse numerose nuove visite a questo blog da parte di tanti assicuratori ancora alla ricerca di come pagare il contributo lo testimoniano.

Ricostruiamo, come sempre,  i fatti.

  • L’ISVAP  emette il provvedimento N. 2726 DEL 21 LUGLIO 2009 nel quale stabilisce ammontare e modalità di pagamento del contributo. (del quale non è stata data alcuna visibilità specifica, come sarebbe stato invece opportuno, nel proprio sito istituzionale: bisogna effettuare una mirata ricerca  per reperirne il collegamento, quando sarebbe stato invece sufficiente offrire un link alla citazione del provvedimento “disponibile nel sito dell’Autorità”, nel successivo comunicato stampa,  per facilitarne la consultazione)

  • con il comunicato stampa del 27 luglio 2009 l’ISVAP comunica, tra l’altro, che 
“I soggetti tenuti al versamento del contributo riceveranno via posta da parte di Italriscossioni
s.r.l., società incaricata dall’ISVAP del servizio di riscossione, i relativi avvisi di pagamento.

Sarà inoltre possibile acquisire i dati necessari per effettuare il pagamento collegandosi al sitohttp://www.italriscossioni.it/home.aspaccedendo alla funzione “pagamenti e servizi on line”.

 

  • Coloro i quali, con dovuta diligenza, e seguendo le istruzioni del comunicato stampa dell’ISVAP, vogliono accedere alla funzione “pagamenti e servizi on line” scoprono che questa funzione non esiste!
  • Chi infine, malgrado tutto questo, anzichè partire per le ferie, decide di ostinarsi nella ricerca della “funzione che non c’è” approda con rassegnata disperazione alla funzione Contatti, dove può finalmente rassicurarsi con questo annuncio

Ma quali possono  essere mai  le “maggiori informazioni” se esiste un chiaro e esplicito invito ad attendere gli strumenti di pagamento cartacei?

Chi scrive, come credo tutti quelli che leggono questo post, a oggi 7 agosto 2009 non ha ancora ricevuto nulla, non può quindi pagare il dovuto in alcuna modalità, e ha alle spalle una scadenza forzatamente non rispettata del 31 luglio 2009, e probabilmente sarà lontano da domicili e uffici per le prossime settimane.

Perchè anche in questo Paese agosto significa interruzione temporanea delle attività.

Sarebbe forse il caso di raccontarlo anche all’ISVAP, affinchè, dimenticando per l’ennesima volta che Kafka ha lavorato anche  in assicurazioni, contestualizzasse opportunamente scadenze e adempimenti, gestioni e appalti, privando di ansie e inutili rincorse chi di questi tempi ha già molto di cui occuparsi e preoccuparsi.

00000112_isvapCOMUNICATO

CONTRIBUTO DI VIGILANZA  2009  A CARICO DEGLI INTERMEDIARI E DEI PERITI

Con decreto del 18 giugno 2009, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 149 del 30 giugno 2009, il Ministro dell’Economia e delle Finanze, sentito l’ISVAP, ha stabilito la misura del contributo di vigilanza dovuto per l’anno 2009 dagli intermediari assicurativi e riassicurativi iscritti nelle sezioni A, B, C e D del Registro Unico degli Intermediari assicurativi e riassicurativi e dai periti assicurativi iscritti nel Ruolo.

Con Provvedimento ISVAP n. 2726 del 21 luglio 2009, disponibile nel sito dell’Autorità, sono state quindi fissate le modalità di pagamento del contributo.

I soggetti tenuti al versamento del contributo riceveranno via posta da parte di Italriscossioni s.r.l., società incaricata dall’ISVAP del servizio di riscossione, i relativi avvisi di pagamento.

Sarà inoltre possibile acquisire i dati necessari per effettuare il pagamento collegandosi al sito http://www.italriscossioni.it/home.aspaccedendo alla funzione “pagamenti e servizi on line”.

campanelloL’ISVAP, con il PROVVEDIMENTO N. 2720 del 2 luglio 2009  ha apportato alcune modifiche al Regolamento Intermediari  del 16 ottobre 2006. Il sito dell’ISVAP pubblica tutti i documenti che completano gli esiti della pubblica consultazione.

Sono personalmente convinto che la maggioranza degli intermediari assicurativi coltivi ancora la certezza  che la modifica della frequenza degli obblighi di aggiornamento professionale, (da annuale a biennale) proposta nella fase di pubblica consultazione, sia stata ormai definitivamente accolta.

In realtà non è così. L’ISVAP, all’interno del documento che riepiloga tutti i commenti e contributi ricevuti nel corso della pubblica consultazione, riafferma esplicitamente che  ”viene mantenuta la formulazione attualmente vigente che prevede l’aggiornamento annuale”.

Respingendo in tal modo ogni proposta contraria ( compresa quella dell’autore di questo blog) o di parziale modifica, e ritirando quindi la ipotesi di cadenza biennale sottoposta a consultazione.

Infatti l’articolo 17 apporta  sì modifiche all’articolo 38 del Regolamento, ma individuando unicamente “alcuni casi di esonero dall’aggiornamento professionale per gli intermediari inoperativi e per gli intermediari che si trovino in specifiche situazioni personali o di salute (gravidanza, parto, adempimento di doveri collegati alla maternità o alla paternità in presenza di figli minori, grave malattia o infortunio) che non consentano di partecipare ai corsi di aggiornamento”.

Attenzione quindi a provvedere anche per quest’anno, e così per il prossimo futuro, all’assolvimento dell’adempimento formativo annuale!

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