Unipol verso il Gruppo di Ligresti. Avanti adagio con cautela.

Bologna, 13 gennaio 2012 

Unipol Gruppo Finanziario S.p.A. (di seguito, “Unipol”) e i membri della famiglia Ligresti (Salvatore Ligresti,Jonella Ligresti, Giulia Ligresti e Paolo Ligresti), hanno sottoscritto in data odierna una lettera di intenti non vincolante con la quale Unipol ha manifestato la propria disponibilità a perseguire un progetto di integrazione per fusione tra Unipol Assicurazioni S.p.A., Premafin S.p.A., Fondiaria Sai S.p.A. e Milano Assicurazioni S.p.A., previa acquisizione delle azioni Premafin di titolarità delle società Limbo Invest S.A., Canoe Securities S.A., Hike Securities S.A., IM.CO Immobiliare Costruzioni S.p.A. e Sinergia Holding di Partecipazioni S.p.A.(complessivamente pari al 51,287% del capitale sociale di Premafin) e conseguente promozione di una offerta pubblica di acquisto sulle residue azioni della stessa Premafin.

L’integrazione avverrebbe nell’ottica di salvaguardare la solvibilità attuale e futura di Premafin e Fondiaria Sai e sarebbe pertanto preceduta dalla ricapitalizzazione di Premafin, funzionale alla sottoscrizione della quota di propria competenza del deliberando aumento di capitale sociale di Fondiaria Sai. Il nuovo gruppo risultante dalla predetta integrazione disporrebbe delle risorse patrimoniali necessarie per supportare i propri progetti di sviluppo attraverso un aumento di capitale che verrebbe effettuato in Unipol, previo ottenimento delle necessarie deliberazioni e autorizzazioni. Il progetto si proporrebbe di creare un operatore italiano di primario rilievo nel settore delle imprese di assicurazione, in grado di competere efficacemente con i principali concorrenti nazionali ed europei e di generare valore per tutti i propri azionisti….

(libere evidenziazioni dell’autore del blog)

…continua a leggere il comunicato stampa del Gruppo UNIPOL

Con questo comunicato stampa UNIPOL ha sciolto ogni dubbio e ipotesi contrarie circa le proprie intenzioni nei confronti del gruppo assicurativo  sino ad ora guidato dalla  famiglia Ligresti. Salvo ogni conseguente necessario benestare da parte di tutte le  Autorità di controllo coinvolte, UNIPOL si appresta a divenire il detentore di una quota del nostro mercato assicurativo di poco inferiore al 40% nel ramo danni, collocandosi al secondo posto per raccolta premi complessiva.

Protagonismo importante e conferma di premesse finanziarie di equivalente impegno disponibile sono di indiscutibile impatto su un mercato che sarà sicuramente oggetto di mutamenti di strategie, anche in conseguenza di quelle probabili liberalizzazioni, che, se confermate nelle ipotesi, saranno di portata altrettanto significativa.

Agli analisti finanziari spetta ogni approfondimento sulla sostenibilità economica del progetto e la congruenza dei meccanismi acquisitivi indicati. Agli assicuratori interessano invece gli effetti che ne deriveranno sul parterre della concorrenza,  in un mercato come quello assicurativo che si sta dimostrando predestinato  a pagare anche la sua parte di crisi e liberalizzazioni “risanatorie”.

Solo due dati di confronto ricavati dai rispettivi prospetti di bilancio 2010.

UNIPOL- 3.544 dipendenti e 1.588 agenzie

SAI-Fondiaria- 8.191 dipendenti e 1.282 agenzie monomandatarie “nonchè 2.171 agenzie mono e plurimandatarie che collaborano con le altre compagnie del gruppo”

Tralasciando le cifre dei premi dei rispettivi portafogli premi destinati a complementarsi, l’attenzione di qualsiasi operatore del settore si concentra inevitabilmente su quelle che riepilogano invece dipendenti e agenzie, senza trascurare i milioni di clienti anch’essi immancabilmente coinvolti da questa nuova aggregazione.

L’aspetto occupazionale,  particolarmente alla ribalta in tempi di crisi come questo che non abbiamo ancora terminato di attraversare, ha certamente incoraggiato le inevitabili fibrillazioni di chi giustamente immagina i margini di razionalizzazione di procedure, attività e funzioni che da questa integrazione potrebbero derivare. Il risultato numerico finale di ogni progetto di accorpamento smentirebbe sè stesso se non presupponesse un saldo di valore inferiore alla somma dei suoi addendi.

E in tempi di prolungamento normativo delle età pensionabili questo è un argomento di non poco conto per la compagnia incorporante, e che in questo caso ha appena finito di metabolizzare le operazioni precedenti. Accompagnare esodi con differimenti finali prolungati è impresa delicata e dai costi di elevato spessore.

La integrazione delle reti agenziali è un altro argomento di praticato repertorio, che passa attraverso un lungo processo di unificazione dei prodotti e dei loro presupposti informatici e del quale sono gli agenti in prima persona a subirne, nel bene e nel male, gli oneri maggiori. A ogni fusione di marchi e compagnie segue inevitabilmente un corrispondente piano di ripensamento della rete agenziale, per ripesare geografia e volumi di portafoglio.

I clienti sono preda sufficientemente facile della insinuazione della concorrenza quando si trovano nella condizione di dover subire senza sceglierli  mutamenti di logo, riferimenti agenziali e rivisitazioni dei prodotti già acquistati.

Sono solo alcuni dei capitoli che costituiscono ormai una consolidata letteratura su questi argomenti, già ripetutamente vissuti da altri gruppi, e per ciascuno dei quali bisogna mettere in conto percentuali di successo non sempre accettabilmente vicine al 100%.

Esiste un aspetto, genericamente negativo, ma che in questo caso si trasforma in un paradosso positivo per il successo di questo progetto, rappresentato dall’ulteriore concentrazione del mercato assicurativo, alla quale lo stesso progetto contribuisce in maniera più che significativa  nel sottrarre possibilità di alternative ai soggetti sottostanti coinvolti:  clienti, agenti e soprattutto dipendenti, ma nell’ottica inversa dei loro rispettivi interessi.

Ancora una volta diventa obbligata la poco originale raccomandazione di costruire il consenso dal’interno, dai livelli più sottomessi dalle gerarchie, sottolineando che persone e progetti si saldano nel migliore dei modi quando il rispetto reciproco fa scaturire intenzioni autenticamente convergenti, permettendo all’azienda di essere occasione di incontro autorevole e non solo palestra di obiettivi autoritari.

Ma questo sarà il grande lavoro dei consulenti,  che saranno certamente chiamati a ridisegnare una nuova azienda e  relegare  il  passato in un album di ormai inutili ricordi.

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