Mario Dal Cin ha smesso la scorsa notte di occuparsi di assicurazioni. Ha smesso quando il suo cuore ha cessato di battere, come uomo e come assicuratore.
Mario è stato un meraviglioso esempio di come ogni assicuratore debba possedere curiosità, intuizione e capacità di prospettiva, che gli permetta di essere sempre un balzo avanti rispetto agli altri.
E tutto questo è, ed è stato possibile per Mario, nella misura in cui ognuno di noi ha la costante consapevolezza che quello che sai non basta ancora. Che quello che sai lo devi far sapere anche agli altri, per contagiare tutti i colleghi di passione e miglioramento.
Avendo attraversato in prima persona, e a lungo, il mondo dell’intermediazione assicurativa, da agente e poi da broker, impegnato anche nella tutela degli interessi di gruppi aziendali, nella continua ricerca del nuovo, del meglio, ben conosceva limiti, aspirazioni e bisogni dei suoi colleghi assicuratori tutti.
Come spesso capita, è partito e rimasto nella sua piccola città di provincia, dove radici e protagonismo assicurativo non erano prima di lui mai sbarcati, e da dove ha iniziato a diffondere, con la carica che caratterizza coloro che non vivono là dove le cose importanti succedono, un nuovo modo di parlare di assicurazioni.
Ha scoperto, tra i primi, le potenzialità della Rete, e Internet è divenuta presto per lui una grande opportunità, solo successivamente imitato da altri.
Per la maggior parte di noi assicuratori la giornata inizia con lo scorrere la sua rassegna stampa web, quella di Assinews. Quella Assinews che su carta, mensilmente, ci ha informato, e per prima, su sentenze e approfondimenti tecnici. E poi sono venute le pubblicazioni editoriali, e poi le iniziative di formazione, e poi i convegni, e ogni altra iniziativa che sapesse di assicurazioni.
Attento osservatore del poco che in assicurazioni succede si rivolgeva, soprattutto dalle pagine della sua Assinews, con accalorate valutazioni e contrapposizioni dialettiche al mondo degli agenti, quello delle sue origini, e al quale era rimasto particolarmente affezionato.
E’ di poche settimane la notizia della cessione del suo ormai divenuto gruppo di famiglia a un importante editore economico-finanziario, al quale avrebbe dovuto garantire la continuità, attraverso la sua direzione, verso i nuovi modelli del futuro.
Ma Mario Dal Cin non aveva la stoffa del traghettatore, era invece un capitano di nuove avventure. E ne ha percorso una nuova, una di quelle che per uomini come lui, ha il senso di andare là dove le cose e persone che ami le vedi dall’alto, e le osservi meglio.
Buon viaggio Mario.