Ho stralciato dalla Relazione del Presidente, presentata nel corso della recente Assemblea Annuale dell’ANIA svoltasi a Roma lo scorso 2 luglio, la parte dedicata alle Liberalizzazioni e Distribuzione, evidenziandone liberamente alcune parti.
Liberalizzazioni e distribuzione
La distribuzione rappresenta un anello essenziale della catena del valore anche per l’industria assicurativa. È il punto di incontro tra domanda e offerta, lo snodo cruciale in cui vengono intercettate le esigenze di protezione di famiglie e imprese.
È dunque ben comprensibile l’attenzione ad essa rivolta dalla politica, dalle Autorità di mercato, dai consumatori.
La discussione sui presunti effetti positivi del divieto imposto alle imprese di mantenere o stipulare contratti di distribuzione in esclusiva con i propri agenti è sempre molto accesa.
Ad oggi, tuttavia, al di là delle affermazioni di principio, non immuni da aspetti ideologici, nessuno è riuscito a dimostrare un solo vantaggio concreto per i consumatori.
Al contrario, i costi di distribuzione, come era prevedibile, sono aumentati e ciò costituisce nuova preoccupazione per le tendenze prospettiche della spesa.
È un dato di fatto che il modello distributivo che caratterizza i mercati assicurativi dei paesi più evoluti sia la pluralità dei canali. Il plurimandato agenziale è ovunque presente, ma nelle dimensioni che il mercato ha sviluppato in modo libero e naturale.
Da tempo – già prima del decreto Bersani – il 20% degli agenti operanti in Italia aveva scelto il plurimandato. Non è casuale che tale quota sia rimasta sostanzialmente stabile anche dopo l’introduzione della nuova normativa.
L’agente di assicurazione deve poter liberamente scegliere se avere o meno un contratto di esclusiva e le imprese devono essere libere di organizzarsi sul territorio con una rete mono e/o plurimandataria.
Non è possibile determinare per legge lo sviluppo di un canale distributivo ed è inopportuno e controproducente condizionare scelte che rientrano esclusivamente nella valutazione dei singoli operatori economici.
L’imposizione del divieto di esclusiva nei rapporti di agenzia ha generato confusione nei consumatori. Li ha erroneamente indotti a ritenere che l’agente plurimandatario sia un consulente indipendente. In realtà egli agisce sulla base di un contratto con le imprese mandanti – di solito due o tre – e non può che rappresentare la loro offerta.
Questa misura non ha rappresentato – e non può rappresentare – una reale liberalizzazione del mercato.
È, piuttosto, una distorsione che penalizza le imprese assicuratrici italiane, ponendole in una posizione di svantaggio rispetto ai concorrenti degli altri paesi europei.
Siamo l’unico Paese in Europa in cui esiste una tale, rigida normativa.
Abbiamo riconoscenza e apprezzamento per l’importante opera che l’Autorità italiana antitrust svolge a tutela della concorrenza e del mercato. Non riusciamo tuttavia a condividere quanto dalla stessa anche recentemente affermato in termini di opportunità del divieto del mandato agenziale in esclusiva.
Francia, Germania, Spagna, moltissimi altri paesi europei e gli stessi Stati Uniti sono forse paesi non aperti alla concorrenza? Eppure sono caratterizzati da reti agenziali monomandatarie che hanno un importante ruolo nella distribuzione.
Abbiamo la massima considerazione per i nostri agenti; da sempre contiamo sulla loro professionalità e sulla loro capacità di servizio sul territorio. Non crediamo di sminuirne la figura se continuiamo a considerarli parte integrante del sistema, stessa squadra con ruoli diversi e, in base a una reciproca libera scelta, stessa maglia portata con orgoglio.
Lo sviluppo dell’assicurazione passa in larga parte attraverso la capacità di proposta delle reti distributive, che deve essere sempre più professionale ed efficiente.
Il sistema assicurativo deve poter contare su tutte le potenzialità offerte dal mercato.
Le imprese non sono arroccate su un unico modello, non sono chiuse rispetto alle trasformazioni in atto nella distribuzione dei prodotti, ma devono – lo ripetiamo – essere libere di organizzarsi al pari dei concorrenti degli altri paesi.
Siamo convinti che questo sia un interesse generale e auspichiamo che il Governo voglia tutelarlo, rendendosi disponibile, fatte le opportune valutazioni e verifiche, a correggere norme improprie e controproducenti.
Manifestiamo apprezzamento per il provvedimento recentemente approvato dal Parlamento con cui viene ristabilita, in ambito assicurativo, la facoltà di sottoscrivere contratti di durata anche poliennale laddove l’assicurato in ciò ravvisi un suo concreto vantaggio.
È interesse di tutti che l’offerta sia sempre più completa e adeguata alle esigenze di una domanda che è sempre più articolata.
Resta alla professionalità e alla responsabilità degli intermediari, dei nostri agenti, formulare le proposte più convenienti per l’utenza.
Le argomentazioni espresse a sostegno delle tesi dell’ANIA da parte del suo Presidente sono ancora una volta un eccellente esempio dialettico, attraverso il quale si proclama contemporaneamente solidarietà con agenti monomandatari e clienti, entrambi dichiarati liberi nelle rispettive scelte, all’interno di un grande abbraccio ideologico che trascura invece alcune evidenti contraddizioni.
E’ totalmente condivisibile la confusione che, non intrinseca nel provvedimento di liberalizzazione, bensì in gran parte generata da una imperfetta comunicazione di media e categorie coinvolte, si può generare nel consumatore, che potrebbe ritenere erroneamente che agente plurimandatario equivalga a intermediario completamente indipendente.
Come si può sostenere da un lato il diritto per le compagnie alla pluralità dei canali e per l’agente di scegliere alternativamente il tipo di mandato se la storia del passato ha spesso dimostrato il contrario?
Quanti agenti delle primarie compagnie italiane avrebbero potuto ottenere un rapporto in plurimandato se non facilitati dai provvedimenti recenti?
Ma la contraddizione evidente trova il suo apice nell’affermare che “resta alla professionalità e alla responsabilità degli intermediari, dei nostri agenti, formulare le proposte più convenienti per l’utenza“ , quando invece se ne amputa la indipendenza attraverso l’ostinazione del monomandato.
Rimane purtroppo ancora molta la strada in salita da percorrere nei rapporti tra agenti e compagnie in tema di collaborazioni, libere e liberali, con presupposti di merito generato da qualità e servizio, anzichè dalla supremazia della parte contrattuale più forte .