Mi sono imbattuto casualmente, come spesso succede, nella recensione dell’ultimo libro di Michela Marzano “Estensione del dominio della manipolazione-Dall’azienda alla vita privata”.
Michela Marzano è uno dei tanti esempi di buoni cervelli italiani che hanno preferito l’estero al sole di casa nostra. Filosofa, molto nota e letta non solo in Francia, dove vive e lavora, viene considerata attualmente una tra le 50 menti intellettuali più importanti al mondo.
Non ho ancora avuto modo di acquistare e leggere questo libro, edito da Mondadori, ma la descrizione del tema trattato e le prime pagine del capitolo iniziale (cliccare qui per condividerne il contenuto)meritano certamente una motivazione efficace per approfondirlo.
Lo spaccato delle realtà aziendali che se ne ricava è sicuramente trasferibile anche al settore assicurativo, nel quale da oltre quindici anni le cosiddette “culture innovative” hanno profondamente inciso anche sui rapporti tra dipendenti e intermediari.
Con i “nuovi profeti”, i “tuttologi”, come li racconta la Marzano, che attraverso le loro consulenze offrono ogni tipo di soluzione a singoli individui e aziende. Che incoraggiano la attenzione ai comportamenti, anzichè alla cura delle competenze, per consolidare carriere e benefici.
E i consumatori, assicurati e clienti che siano, esprimono le proprie libertà condizionate all’interno di questi nuovi sistemi, nei quali i vincoli e gli obiettivi sono sapientemente mascherati.