Tutti i quotidiani on-line in Rete oggi riportano questa notizia. L’Antitrust ha infatti comminato una multa da quasi 10 milioni di euro a 23 banche per aver «impedito o reso troppo onerosa per i consumatori, già titolari di un mutuo, la surrogazione del mutuo stesso».
L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha emesso ieri il relativo comunicato che vale la pena di riportare integralmente
COMUNICATO STAMPA
PORTABILITÀ MUTUI: ANTITRUST SANZIONA 23 BANCHE PER PRATICHE COMMERCIALI SCORRETTE
Sanzioni complessive per 9 milioni e 680 mila euro. In alcuni casi le imprese hanno orientato il cliente a scegliere la più costosa opzione della sostituzione. In altri casi hanno fatto pagare oneri non previsti dalla legge. Alcune banche hanno adottato entrambi i comportamenti a danno del consumatore. Violato l’obbligo di diligenza professionale previsto dal Codice del Consumo, anche con informazioni incomplete e inesatte.
L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, nella riunione del 7 agosto 2008, ha deciso di sanzionare, per pratiche commerciali scorrette 23 banche in materia di portabilità gratuita dei mutui. Le istruttorie erano state avviate il 24 aprile, il 5 e il 9 maggio 2008, alla luce di una segnalazione inviata dall’associazione Altroconsumo e di ulteriori denunce, pervenute anche tramite il Call Center dell’Autorità, di singoli consumatori, che evidenziavano la mancata applicazione, da parte di molte aziende bancarie, delle norme in materia di portabilità gratuita dei mutui (D.L. 31 gennaio 2007, n. 7, modificato dalla legge 2 aprile 2007, n. 40, e dalla legge 24 dicembre 2007, n. 244).
Secondo l’Autorità le banche oggetto di istruttoria, con diversi comportamenti, analizzati dettagliatamente nei singoli provvedimenti e distintamente sanzionati, in ragione del tipo e della gravità della violazione accertata, della loro durata e della dimensione delle banche, hanno negato o comunque ostacolato la portabilità gratuita (surroga) dei mutui da parte della clientela, prevista dalla legge, venendo meno agli obblighi di diligenza professionale e fornendo informazioni incomplete o non veritiere alla clientela.Le pratiche commerciali scorrette accertate dall’Autorità riguardano:
SOSTITUZIONE DEL MUTUO IN LUOGO DELLA SURROGA
Per l’Autorità Intesa Sanpaolo, Bnl, Deutsche Bank, Banca Popolare di Sondrio, la Banca Popolare di Vicenza con la controllata Banca Nuova, nonché Banca Popolare di Bergamo, Banco di Brescia, Banca Regionale Europea, Banca Popolare Commercio e Industria, appartenenti al gruppo UBI Banca, hanno proposto alla clientela, nel corso di periodi risultati diversi sulla base dei singoli accertamenti istruttori, la più costosa pratica della sostituzione. In tal modo, attraverso i passaggi necessari per la sostituzione del mutuo (estinzione del mutuo/apertura del nuovo mutuo, cancellazione ipoteca/iscrizione nuova ipoteca) le banche in questione hanno trasformato in oneroso ciò che la legge prevedeva come gratuito.
SURROGA ATTIVA MA CON ONERI A CARICO DEI CONSUMATORI
In base agli accertamenti istruttori condotti dall’Autorità, le società Monte dei Paschi di Siena, Banca Antonveneta , Banca Carige, Banca Sella, Credito Artigiano, Credem e Bipop Carire, appartenente al gruppo Unicredit, e Banca Popolare di Verona, San Geminiano e San Prospero, e la Banca Popolare di Lodi, appartenenti al gruppo Banco Popolare, hanno attivato la portabilità del mutuo, ma – a tal fine – hanno imposto, in misura differenziata, oneri ai consumatori non previsti dalla legge.
SOSTITUZIONE DEL MUTUO IN LUOGO DELLA SURROGA E SURROGA ONEROSA
L’Autorità ha accertato che Unicredit Banca, Banco di Sicilia e Unicredit Banca di Roma, appartenenti al gruppo Unicredit, e Banca Popolare di Milano, dapprima non hanno effettuato operazioni di surroga ma unicamente di sostituzione dei mutui. Solo successivamente hanno effettuato la surrogazione attiva, ma ponendo comunque a carico della clientela, in diversa misura, oneri non consentiti.
Secondo l’Autorità le tipologie di comportamento accertate sono in contrasto con il dovere di diligenza professionale previsto dal Codice del Consumo.
Inoltre, le predette banche hanno violato i doveri di corretta informazione previste dal Codice del Consumo, prospettando, ingannevolmente, la sostituzione del mutuo quale soluzione unica o preferibile offerta al consumatore dal mercato e dalla legge, o, nel caso della surroga onerosa, rappresentando lacunosamente o ingannevolmente alla clientela la disciplina vigente in materia.
TABELLA SANZIONI
Azienda bancaria Sanzione Intesa Sanpaolo € 480.000 Bnl € 450.000 Deutsche Bank € 500.000 Banca Popolare di Sondrio € 410.000 Banca Popolare di Bergamo (Gruppo UBI Banca) € 450.000 Banco di Brescia (Gruppo UBI Banca) € 450.000 Banca Regionale Europea (Gruppo UBI Banca) € 450.000 Banca Popolare Commercio e Industria (Gruppo UBI Banca) € 450.000 Banca Popolare di Vicenza € 440.000 Banca Nuova (Gruppo Banca Popolare di Vicenza) € 440.000 Monte dei Paschi di Siena € 350.000 Banca Antonveneta € 460.000 Banca Carige € 420.000 Banca Sella € 300.000 Banca Popolare di Milano € 420.000 Credito Artigiano € 250.000 Credem € 420.000 Banca Popolare di Verona, San Geminiano e San Prospero (Gruppo Banco Popolare) € 320.000 Banca Popolare di Lodi (Gruppo Banco Popolare) € 350.000 Unicredit Banca (Gruppo Unicredit) € 500.000 Unicredit Banca di Roma (Gruppo Unicredit) € 500.000 Banco di Sicilia (Gruppo Unicredit) € 450.000 Bipop Carire (Gruppo Unicredit) € 420.000 Totale € 9.680.000
Roma, 8 agosto 2008
A coloro ai quali interessi un ulteriore approfondimento sono disponibili sul sito dell’AGCM i testi completi in pdf dei singoli provvedimenti.
E’ indubbiamente un provvedimento sanzionatorio di consistente portata economica e di grande visibilità, che non contribuisce certamente a definire positivamente la immagine del settore bancario in Italia. E allora viene in mente a ogni assicuratore la costituzione della Federazione ABI-ANIA e di come sarebbe impropria e inopportuna ogni messa in relazione delle due attività in questa vicenda.
Ma non si può dimenticare , nell’intervento di presentazione dell’attività 2007 dell’ISVAP da parte del suo Presidente Giannini , l’esplicito collegamento alla portabilità dei mutui, al cui interno le cerniere assicurative agli stessi collegate comportano ostacolo con i relativi vincoli di durata delle coperture, ribadendo che
“è interesse del sistema delle imprese nelle loro relazioni con la clientela andare anche oltre il tenore letterale delle norme sulla rescindibilità delle polizze poliennali”
E viene anche in mente la conseguente lettera circolare dell’ISVAP del 23 luglio 2008 con la quale le compagnie vengono invitate a fornire ogni elemento che possa confermare il rispetto del requisito di portabilità, previsto dalla legge Bersani, di tutti i prodotti abbinati a mutui e prestiti personali.
Personalmente sono sempre resistente verso ogni forma di collaborazione che non permetta preventive concertazioni di governo per garantire una altrettanto bilanciata uniformità di comportamenti. Quanto può aver condiviso l’ANIA delle resistenze di associati all’ABI nella portabilità dei mutui? Quanto condividerebbe a sua volta l’ABI se con una simile sortita di “ mistery shopping” una associazione di consumatori scoprisse analoghi comportamenti inadempienti da parte delle compagnie?
E allora, se ognuno continua a esercitare il proprio ruolo all’interno di schemi e comportamenti precedenti, immutati nella prevaricazione dei consumatori, a poco servono i patti federativi se poi se ne devono prendere le distanze per una opportuna “dissociazione di immagine“. Ma forse nessuno ne terrà conto.
N.B. Ho effettuato una rapida verifica all’interno dei testi dei singoli provvedimenti: non c’è alcuna menzione di “deviazioni assicurative“.