Ho aspettato un po’ prima di avere le idee chiare su quanto ho visto e sentito durante la recente Assemblea dell’ANIA a Roma, ma sono ancora molte le cose che continuo a non capire.
Non capisco … il Presidente Cerchiai quando dell’argomento rapporti con gli agenti fa quasi il prologo della sua relazione.
omissis…
Con il metodo di un confronto aperto e approfondito, abbiamo concluso rinnovi dei contratti nazionali di lavoro nel nostro settore, apportando rilevanti innovazioni positive sia per i lavoratori sia per le compagnie.
Nei rapporti con le organizzazioni degli agenti, invece, si è determinata, nostro malgrado, una situazione di tensione e difficoltà a causa di interventi normativi, attuati dal precedente Governo, in materia di divieto di distribuzionein esclusiva.
Tali interventi hanno reso non più attuale l’accordo nazionale agenti, del quale sono venuti a cadere i presupposti per un eventuale rinnovo. Il dialogo tra assicuratori e intermediari deve comunque proseguire, e prosegue nei fatti, in particolare a livello di gruppi e di singole aziende.omissis…
Non capisco… come un intervento di liberalizzazione possa determinare tensione e difficoltà : rapporti finalmente all’insegna del merito e della qualità dovrebbero stimolare confronto e creatività, innovazione e competitività. Invece l’Associazione si ripiega su sè stessa, oppressa dalla rivendicazione di un passato monocratico tutto all’insegna di quella esclusiva che rimpiange, facendone alibi di vittimismo per le liberalizzazioni subite. Ma subito dopo si afferma con coerenza che “gli agenti sono, restano una componente essenziale del valore delle imprese“.
Il valore non è tale solo se posseduto, ma procura incremento quando viene scambiato!
Non capisco… quando invece l’ISVAP, al contrario dell’ANIA, dichiara che ”è stato innovato il modo di fare intermediazione” e che “il principio delle liberalizzazioni che guida in tutti i paesi le politiche a favore della concorrenza non può essere messo in discussione“.
Non capisco… perchè i dati di riduzione delle tariffe della RC Auto abbiano valori diversi per ANIA e ISVAP, che rimprovera la stessa ANIA di atteggiamenti di difesa nel sostenere le proprie tesi numeriche. Non capisco perchè i due ruoli, associativo e istituzionale, non possano convergere dall’oggi verso un futuro migliore per tutti, anzichè divergere e frenare programmi, risultati, investimenti e buone opinioni dei consumatori.
Non capisco… quando il Sottosegretario Geom. Ugo Martinat del Ministero dello Sviluppo Economico, legge con la convinzione di chi lo sta facendo per la prima volta, la “sua” relazione, annunciando che “potrebbero essere possibili ritocchi ai recenti provvedimenti di liberalizzazione se non saranno capaci di produrre dimostrabili vantaggi per i consumatori“.
Non capisco… come si possano misurare i risultati del plurimandato con quelli che saranno introdotti dal preventivatore unico rc auto, senza cedere invece a maggiori pressioni di lobby, da qualsiasi parte provengano.
Non capisco… perchè alcuni agenti di assicurazione, nel giorno in cui avrebbero dovuto testimoniare con la chiusura dei propri uffici il dissenso con l’ANIA-pensiero, ancorchè titolari di ruoli a vario titolo rappresentativi nell’ambito della propria organizzazione di categoria, non abbiano saputo resistere, al contrario di molti altri, alla tentazione di un presenzialismo, a mio personale parere totalmente improprio. all’interno della stessa assemblea.
Non capisco…perchè queste occasioni siano comunque vissute come una festa da celebrare. Quando invece il calo degli incassi dei premi, il crollo della raccolta dei fondi di investimento, il prezzo del greggio, il crollo dei consumi, l’aumento dell’inflazione, del costo della vita, e tutto il resto che ben sappiamo, dovrebbero far suonare le sirene dell’emergenza per pensare a efficaci e tempestive azioni di recupero.
Non capisco…perchè mi sforzi ancora di capire. Se nessuno me lo spiega, e mi convince, non lo capirò nemmeno domani.