Ho incontrato ieri, presso un centro di formazione, un folto gruppo di candidati che affronteranno oggi a Roma la prova di esame per Intermediari Assicurativi.
In questa occasione mi sono confrontato con candidati e docenti sull’argomento delle materie, e delle relative ipotesi di domande, che saranno oggetto della prova scritta, attraverso il previsto test a riposte multiple. La griglia minima per la ammissione alle prove orali dei 2.504 iscritti è, come noto, di 30 risposte esatte su un totale di 50.
Il campione dei candidati presenti ha confermato quanto fosse ancora forte la preoccupazione che le domande di tecnica assicurativa continuassero ad avere riferimenti ai vecchi concetti tariffari di vario colore, che non hanno ormai da anni diritto di cittadinanza sui tavoli di ANIA e delle sue associate.
Uno dei formatori presenti, di vecchia e inossidabile scuola IFA, pur ammettendo che parlare di tariffe oggi significherebbe peccare di eretica nostalgia, sosteneva che “comunque i principi della tecnica assicurativa vanno salvaguardati, e che il riferimento a quanto le vecchie tariffe regolamentavano non può essere ignorato“.
Da parte sua l’ISVAP ha in qualche modo dato ragione al collega, dal momento che anche la pubblicazione sul proprio sito dei quesiti della precedente sessione di esame conteneva un riferimento alla tariffa incendio e altri rimandi a concetti da “prima Repubblica assicurativa”.
Personalmente, se fossi un candidato che all’esame di oggi non venisse ammesso a causa di risposte sbagliate su contenuti ex-tariffari impugnerei la validità dell’esito dell’esame .
Ma probabilmente, e sperabilmente, nulla di quanto scrivo sta in questo momento succedendo.
Alla mia categorica posizione di considerare obbligatoriamente fuori tema, perchè fuorilegge, tariffe, definizioni e regole in esse contenute, il collega sconsolato ribadiva “ma allora dove stanno i principi di tecnica assicurativa“?
La risposta è che orfani di Clausole 24A-B , di regole di coesistenza, di rischi singoli o separati, si può.
Si può perchè si deve essere nel mercato, in quello degli uffici assunzioni delle compagnie e soprattutto in quello dei prodotti, le cui condizioni di assicurazione sono ormai spesso consultabili in formato pdf sui siti web delle stesse compagnie. Con contenuti, garanzie e descrizioni, articolate, complete e liberamente soggettive. Ognuna con le proprie chiare definizioni e descrizioni delle garanzie prestate.
La necessità di dare alla nuova prova di esame, per la prima volta unica per le sezioni A e B del RUI, un aggiornato contenuto di domande di tecnica assicurativa è indiscutibile.
Si può e si deve fare.
L’ISVAP, che nella sua funzione di vigilanza del mercato non è tenuta a esserne anche la espressione tecnico contrattuale, farà bene se si farà affiancare da intermediari e compagnie, per recepire i contenuti concreti e attuali delle coperture e delle polizze di oggi.
Sarà certamente un lavoro impegnativo sviluppare e aggiornare concetti tecnico assicurativi da rendere compatibili con le domande di un quiz, ma si deve mantenere l’impegno di una selezione qualitativa concretamente aggiornata delle competenze preliminari necessarie per l’esercizio di questa professione.
