Un Agente allo specchio
4 Giugno 2008 di mariovatta

“Non credete al miracolo della fata Morgana“, scrive nel suo articolo Claudio Roghi, agente di assicurazioni a Grosseto, e pubblicato sul periodico l’Agente di Assicurazione, l’House Organ dello SNA.
Mi ha colpito la consapevole lucidità con la quale rivolge a sè stesso e a tutti i suoi colleghi un accorato invito al cambiamento.
Ne riporto uno stralcio significativo. (cliccando sul testo sottostante potete leggerne la versione integrale)
Ci siamo resi conto che non siamo più agenti di assicurazione, ma che siamo diventati intermediari assicurativi e che, con ruoli diversi, ci sono altri che hanno la stessa nostra qualifica?
È tutto molto complicato. Ma non credo che le risposte ai nostri dubbi pioveranno dal cielo come la manna. E neanche che esista il taumaturgo capace di risolvere tutto con il semplice gesto della sua mano. Il miracolo della fata Morgana: il miraggio, l’illusione. Questo è il vero pericolo in cui rischiamo di cadere, affascinati da facili proposte, garanzia di facili guadagni.
Noi siamo l’unica realtà significativa del mercato danni. Questo è un fatto. La nostra ambizione deve essere quella di rimanere tali. Possiamo dimenticare chi sono i proprietari delle compagnie telefoniche, i partner delle banche o di stravaganti joint venture con supermercati o associazioni di tabaccai? Sono gli stessi che negano a noi le stesse opportunità, che pretendono che vendiamo i soliti prodotti a prezzi più elevati. Che ci gratificano con l’illusione di un domani migliore. Storie! Il futuro è oggi. Oggi vanno fatte scelte ed investimenti. Domani potrebbe essere tardi.
I mutamenti epocali che sta attraversando il settore dell’intermediazione assicurativa nel nostro Paese hanno provocato fiumi di parole spese in convegni e commenti, con la retorica e la illusione che spesso accompagnano le incertezze di un mondo conosciuto per anni e che ormai non esiste più.
Chi vuole continuare a essere uguale a sè stesso commette il medesimo errore dell’emigrante, che torna nella sua terra dopo troppi anni di assenza, e spera di ritrovare tutto quello che aveva lasciato. E’ questo il richiamo di Claudio Roghi e che tutte le professionalità coinvolte devono raccogliere.
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