Invito alla lettura delle “Considerazioni finali del Governatore“ che sintetizzano in poche pagine l’essenza della fotografia del nostro Paese, presentate anche quest’anno nel corso dell’Assemblea Ordinaria presso la Banca di Italia per illustrare la Relazione sul 2007.
Ne riporto un estratto, nel quale ho liberamente evidenziato le parti a mio avviso più significative, e che considero particolarmente pertinente a tutte le imprese, assicurative comprese, che nel nome di ristrutturazioni e concentrazioni dichiarate necessarie favoriscono o impongono esodi di personale con patrimoni di competenze difficilmente ricostruibili.
…omissis
Alcune caratteristiche del sistema pensionistico italiano tengono lontana dal lavoro una quota troppo ampia della popolazione. Solo il 19 per cento degli italiani tra i 60 e i 64 anni svolge un’attività lavorativa, contro il 33 per cento degli spagnoli e dei tedeschi, il 45 dei britannici, il 60 degli svedesi. È ora di rimuovere i vincoli e i disincentivi al proseguimento dell’attività lavorativa per coloro che sono nel regime retributivo; ampliare i margini di scelta dell’età di pensionamento per coloro che sono nel regime contributivo; cancellare gli ultimi impedimenti al cumulo tra lavoro e pensione; incoraggiare forme flessibili di impiego, con orari adattabili alle esigenze individuali; permettere così a chi ha accumulato esperienza e conoscenze di continuare, se vuole, a metterle a frutto per se stesso, la propria famiglia, la società.
…omissis
In un altro passaggio della stessa pubblicazione vale la pena citare anche una altrettanto efficace riflessione sul futuro che le giovani risorse si meritano, nella convinzione obbligatoria che gli effetti di tutto ciò che faremo, o rinunceremo a fare, ricadranno su coloro i quali raccoglieranno inevitabilmente il nostro testimone.
…omissis
I protagonisti della ripresa devono essere coloro che hanno in mano il futuro: i giovani, oggi mortificati da un’istruzione inadeguata, da un mercato del lavoro che li discrimina a favore dei più anziani, da un’organizzazione produttiva che troppo spesso non premia il merito, non valorizza le capacità.
…omissis
Ognuno ritroverà certamente qualche frammento di testimonianza personale nella quale riconoscersi. Evidente l’invito a politiche di gestione delle risorse umane più lungimiranti, con le quali globalizzare una volta tanto progetti costruttivi e sostenibili.
