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art-hiring_squadL’ISVAP ha reso noto l’elenco  dei candidati partecipanti all’esame per Intermediari dello scorso 2 luglio hanno superato la prova scritta, acquisendo il titolo per la ammissione alla successiva prova orale, calendarizzata nello stesso comunicato.

L’elenco, che comprende i candidati ammessi a ogni modulo ( assicurativo, riassicurativo, assicurativo/riassicurativo ) elenca un totale di candidati ammessi pari a 337 soggetti. Nella ipotesi che tutti i 2.750 iscritti alla prova scritta si siano presentati, la percentuale di ammessi promossi risulta essere di poco superiore al 12%.

In questo caso dei numeri si prende atto e poco si commenta. Certo è che una percentuale di selezione del 12% gratifica coloro i quali sono rientrati in questo parametro, ma scoraggia pesantemente gli altri.

Le due testimonianze già riportate in questo blog descrivono una tipologia di domande di esame apparentemente oltremisura orientata a verificare competenze poco pertinenti con la futura attività di Agente o Broker di Assicurazioni.

Sembra essere successo quello che in molti hano avuto modo di toccare con mano durante le ultime sessioni dell’esame per Promotori Finanziari, che ha inizialmente registrato percentuali ancora più basse. Ma in questo caso l’APF-Organismo per la tenuta dell’Albo dei Promotori Finanziari, di recente costituzione, ha perfezionato  strumenti di simulazione preventiva sul proprio sito web di notevole interesse e utilità.

Esempio che l’ISVAP potrebbe facilmente imitare, rendendo disponibili tutte le domande dalle quali vengono estratte quelle di ogni singolo esame, (nel caso dell’APF sono oltre 5.000), in modo da permettere ai candidati un ambientamento preliminare con le modalità e contenuti dei singoli quiz a risposta multipla.

Se poi fossero coinvolti nuovamente rappresentanti delle categorie degli Intermediari probabilmente si conterrebbero le distanze che attualmente ancora dividono le competenze tecniche, utili e necessaria al successivo esercizio della professione. dalle pretese di dimestichezza, forse esageratamente amplificata, con la normativa di controllo applicabile.

I futuri controllati devono avere sicuramente consapevolezza delle regole  alle quali saranno assoggettati, nell’interesse primario della tutela dei clienti, ma agli stessi clienti devono essere in grado di proporre e argomentare anche solide competenze tecniche, per la illustrazione adeguata di servizi e prodotti.

image_bildteaserbox_2-1167388936Atto Senato n. 1195-B-XVI Legislatura

L’Assemblea, nella seduta antimeridiana del 9 luglio, ha approvato definitivamente il ddl 1195-B su sviluppo, internazionalizzazione delle imprese ed energia”, già approvato dalla Camera, modificato dal Senato e modificato di nuovo dalla Camera.

L’interesse diretto degli assicurati e degli assicuratori è rivolto al contenuto dell’Art. 21. (Iniziative a favore dei consumatori e della trasparenza dei prezzi) che così recita:

…omissis

3. Al primo comma dell’articolo 1899 del codice civile, il secondo periodo e` sostituito dai seguenti: «L’assicuratore, in alternativa ad una copertura di durata annuale, puo` proporre una copertura di durata poliennale a fronte di una riduzione del premio rispetto a quello previsto per la stessa copertura dal contratto annuale. In questo caso, se il contratto supera i cinque anni, l’assicurato, trascorso il quinquennio, ha facolta` di recedere dal contratto con preavviso di sessanta giorni e con effetto dalla fine dell’annualita` nel corso della quale la facolta` di recesso e` stata esercitata».

4. Le disposizioni di cui al comma 3 si applicano ai contratti stipulati successivamente alla data di entrata in vigore della presente legge.

omissis…

Dopo un iter tormentato la modifica all’art.1899 del Codice Civile,  invocata certamente  dalla associazione delle compagnie di assicurazione, esorcizzata invece dalla Autorità Garante per la concorrenza e dalla stessa ISVAP, prende definitivamente corpo, spazzando definitivamente uno dei provvedimenti delle recenti liberalizzazioni volute dall’allora Ministro Bersani.

Si riapre la porta al contratto poliennale, che se di durata “superiore ai cinque anni” potrà essere disdetto dall’assicurato con effetto dalla annualità successiva a quella in cui avrà esercitato questa facoltà

Non credo che questa modifica regressiva sia un bene, nè per il settore assicurativo nè per i clienti consumatori. Propongo a caldo alcuni spunti di immediata riflessione:

  • Costituirà una forte tentazione per gli intermediari, che potrebbero attraverso questo strumento riottenere provvigioni precontate, per riattirare collaboratori e produttori.
  • Costituirà un freno non di poco conto alla invocata libertà agenziale introdotta dall’obbligatorietà del plurimandato, ostacolando ogni possibile migrazione di portafoglio.
  • Faciliterà argomentazioni strumentali di sconti “virtuali”alternativi ai contratti di durata annuale , su tariffe oggettive e di mercati ufficiali di fatto inesistenti.
  • Aumenterà il rischio di “congelamento poliennale” di rischi di bassa qualità.
  • Immobilizzerà di fatto l’assicurato per una durata minima di sei anni.
  • Ostacolerà, come avvenuto nell’ultimo secolo, una  dinamica virtuosa dei prezzi, l’introduzione di nuovi prodotti, un efficiente ed efficace adeguamento delle prestazioni, con il rischio di deterioramento della qualità dei rapporti tra assicurati e assicuratori.
  • Favorirà impropri incrementi di vendita in tutti i settori, come la bancassicurazione, nei quali è assente un intermediario diverso dal semplice distributore di sportello.

Ne avevamo veramente bisogno?

gr2007070201032Mario Dal Cin ha smesso la scorsa  notte di occuparsi di assicurazioni. Ha smesso quando il suo cuore ha cessato di battere, come uomo e come assicuratore.

Mario è stato un meraviglioso esempio di come ogni assicuratore debba possedere curiosità, intuizione e capacità di prospettiva, che gli permetta di essere sempre un balzo  avanti rispetto agli altri.

E tutto questo è, ed è stato possibile per Mario, nella misura in cui ognuno di noi ha la costante consapevolezza che quello che sai non basta ancora. Che quello che sai lo devi far sapere anche agli altri, per contagiare tutti i colleghi di passione e miglioramento.

Avendo attraversato in prima persona, e a lungo, il mondo dell’intermediazione assicurativa, da agente e poi da broker, impegnato anche nella tutela degli interessi di gruppi aziendali, nella continua ricerca del nuovo,  del meglio, ben conosceva limiti, aspirazioni e bisogni dei suoi colleghi assicuratori tutti.

Come  spesso capita, è partito e rimasto nella sua piccola città di provincia, dove radici e protagonismo assicurativo non erano prima di lui  mai sbarcati, e da dove ha iniziato a diffondere, con la carica che caratterizza coloro che non vivono là dove le cose importanti succedono, un nuovo modo di parlare di assicurazioni.

Ha scoperto, tra i primi, le potenzialità della Rete, e Internet è divenuta presto per lui una grande opportunità, solo successivamente imitato da altri.

Per la maggior parte di noi assicuratori la giornata inizia con lo scorrere la sua rassegna stampa web, quella di Assinews. Quella Assinews che su carta,  mensilmente, ci ha informato, e per prima, su sentenze e approfondimenti tecnici. E poi sono venute le pubblicazioni editoriali, e poi le iniziative di formazione, e poi i convegni, e ogni altra iniziativa che sapesse di assicurazioni.

Attento osservatore del poco che in assicurazioni succede si rivolgeva, soprattutto dalle pagine della sua Assinews, con accalorate valutazioni e contrapposizioni dialettiche al mondo degli agenti, quello delle sue origini, e al quale era rimasto particolarmente affezionato.

E’ di poche settimane  la notizia della cessione del suo ormai divenuto gruppo di famiglia a un importante editore economico-finanziario, al quale avrebbe dovuto garantire la continuità, attraverso la sua direzione, verso i nuovi modelli del futuro.

Ma Mario Dal Cin non aveva  la stoffa del traghettatore, era invece un capitano di nuove avventure. E ne ha percorso una nuova, una di quelle che per uomini come lui, ha il senso di andare là dove le cose e persone che ami le vedi dall’alto, e le osservi meglio.

Buon viaggio Mario

Ho stralciato dalla Relazione del Presidente, presentata nel corso della recente Assemblea Annuale dell’ANIA  svoltasi a Roma lo scorso 2 luglio, la parte dedicata alle Liberalizzazioni e Distribuzione, evidenziandone liberamente alcune parti.

Liberalizzazioni e distribuzione

La distribuzione rappresenta un anello essenziale della catena del valore anche per l’industria assicurativa. È il punto di incontro tra domanda e offerta, lo snodo cruciale in cui vengono intercettate le esigenze di protezione di famiglie e imprese.

È dunque ben comprensibile l’attenzione ad essa rivolta dalla politica, dalle Autorità di mercato, dai consumatori.

La discussione sui presunti effetti positivi del divieto imposto alle imprese di mantenere o stipulare contratti di distribuzione in esclusiva con i propri agenti è sempre molto accesa.

Ad oggi, tuttavia, al di là delle affermazioni di principio, non immuni da aspetti ideologici, nessuno è riuscito a dimostrare un solo vantaggio concreto per i consumatori.

Al contrario, i costi di distribuzione, come era prevedibile, sono aumentati e ciò costituisce nuova preoccupazione per le tendenze prospettiche della spesa.

È un dato di fatto che il modello distributivo che caratterizza i mercati assicurativi dei paesi più evoluti sia la pluralità dei canali. Il plurimandato agenziale è ovunque presente, ma nelle dimensioni che il mercato ha sviluppato in modo libero e naturale.

Da tempo – già prima del decreto Bersani – il 20% degli agenti operanti in Italia aveva scelto il plurimandato. Non è casuale che tale quota sia rimasta sostanzialmente stabile anche dopo l’introduzione della nuova normativa.

L’agente di assicurazione deve poter liberamente scegliere se avere o meno un contratto di esclusiva e le imprese devono essere libere di organizzarsi sul territorio con una rete mono e/o plurimandataria.

Non è possibile determinare per legge lo sviluppo di un canale distributivo ed è inopportuno e controproducente condizionare scelte che rientrano esclusivamente nella valutazione dei singoli operatori economici.

L’imposizione del divieto di esclusiva nei rapporti di agenzia ha generato confusione nei consumatori. Li ha erroneamente indotti a ritenere che l’agente plurimandatario sia un consulente indipendente. In realtà egli agisce sulla base di un contratto con le imprese mandanti – di solito due o tre – e non può che rappresentare la loro offerta.

Questa misura non ha rappresentato – e non può rappresentare – una reale liberalizzazione del mercato.

È, piuttosto, una distorsione che penalizza le imprese assicuratrici italiane, ponendole in una posizione di svantaggio rispetto ai concorrenti degli altri paesi europei.

Siamo l’unico Paese in Europa in cui esiste una tale, rigida normativa.

Abbiamo riconoscenza e apprezzamento per l’importante opera che l’Autorità italiana antitrust svolge a tutela della concorrenza e del mercato. Non riusciamo tuttavia a condividere quanto dalla stessa anche recentemente affermato in termini di opportunità del divieto del mandato agenziale in esclusiva.

Francia, Germania, Spagna, moltissimi altri paesi europei e gli stessi Stati Uniti sono forse paesi non aperti alla concorrenza? Eppure sono caratterizzati da reti agenziali monomandatarie che hanno un importante ruolo nella distribuzione.

Abbiamo la massima considerazione per i nostri agenti; da sempre contiamo sulla loro professionalità e sulla loro capacità di servizio sul territorio. Non crediamo di sminuirne la figura se continuiamo a considerarli parte integrante del sistema, stessa squadra con ruoli diversi e, in base a una reciproca libera scelta, stessa maglia portata con orgoglio.

Lo sviluppo dell’assicurazione passa in larga parte attraverso la capacità di proposta delle reti distributive, che deve essere sempre più professionale ed efficiente.

Il sistema assicurativo deve poter contare su tutte le potenzialità offerte dal mercato.

Le imprese non sono arroccate su un unico modello, non sono chiuse rispetto alle trasformazioni in atto nella distribuzione dei prodotti, ma devono – lo ripetiamo – essere libere di organizzarsi al pari dei concorrenti degli altri paesi.

Siamo convinti che questo sia un interesse generale e auspichiamo che il Governo voglia tutelarlo, rendendosi disponibile, fatte le opportune valutazioni e verifiche, a correggere norme improprie e controproducenti.

Manifestiamo apprezzamento per il provvedimento recentemente approvato dal Parlamento con cui viene ristabilita, in ambito assicurativo, la facoltà di sottoscrivere contratti di durata anche poliennale laddove l’assicurato in ciò ravvisi un suo concreto vantaggio.

È interesse di tutti che l’offerta sia sempre più completa e adeguata alle esigenze di una domanda che è sempre più articolata.

Resta alla professionalità e alla responsabilità degli intermediari, dei nostri agenti, formulare le proposte più convenienti per l’utenza.

 

Le argomentazioni espresse a sostegno delle tesi dell’ANIA da parte del suo Presidente sono ancora una volta  un eccellente esempio dialettico, attraverso il quale si proclama contemporaneamente solidarietà con agenti monomandatari e clienti, entrambi dichiarati liberi nelle rispettive scelte, all’interno di un grande abbraccio ideologico che trascura invece alcune evidenti contraddizioni.

E’  totalmente condivisibile la confusione che, non intrinseca nel provvedimento di liberalizzazione,  bensì in gran parte generata da una imperfetta comunicazione di media e categorie coinvolte, si può generare nel consumatore, che potrebbe ritenere erroneamente che agente plurimandatario equivalga a intermediario completamente indipendente.

Come si può sostenere da un lato il diritto per le compagnie alla pluralità dei canali e per l’agente di scegliere alternativamente il tipo di mandato se la storia del passato ha spesso dimostrato il contrario?

Quanti agenti delle primarie compagnie italiane avrebbero potuto ottenere un rapporto in plurimandato se non facilitati dai provvedimenti recenti?

Ma la contraddizione evidente trova il suo apice nell’affermare che “resta alla professionalità e alla responsabilità degli intermediari, dei nostri agenti, formulare le proposte più convenienti per l’utenza“ ,   quando invece se ne amputa la indipendenza attraverso l’ostinazione del monomandato.

Rimane purtroppo ancora molta la strada in salita da percorrere nei rapporti tra agenti e compagnie in tema di collaborazioni, libere e liberali, con presupposti di merito generato da qualità e servizio, anzichè dalla supremazia della parte contrattuale più forte .

Un lettore di questo blog, che vuole per il momento mantenere l’anonimato, mi ha inviato questa testimonianza sulla propria esperienza di candidato che si è sottoposto all’ultimo esame per Intermediari Assicurativi,  tenutosi a Roma lo scorso 2 luglio 2009.

Ne riporto, in quanto autorizzato dall’autore, il contenuto integrale, del quale ho  invece liberamente evidenziato alcuni passaggi.

Chi avesse analoghe conferme o, al contrario,  diversità di valutazione sarà ospitato con interesse sulle pagine di questo sito.

 

Sono uno dei 2750 candidati che si sono presentati ieri all’ERGIFE per la prova scritta di accesso al RUI (sezioni A e B).

La mia esperienza professionale è più che ventennale, ma nonostante questo ho impegnato negli ultimi sei mesi circa 3 ore al giorno per studiare, ripassare e riportare a memoria eventuali temi che avrebbero potuto essere oggetto dell’esame.

La sorpresa di ieri è stata grande per il cambio delle regole Continua a leggere

image_bildteaserbox_2-1167388936La modifica, confer­mata in seconda lettura alla Camera, è passata quasi inosservata, soprattutto perchè, come verificatosi per quella riferibile all’art.2952 del Codice Civile,   è contenuta all’interno di un disegno di legge del 2008 e dedicato a ben altro, in questo caso allo Sviluppo,  e ancora in discussione alle camere.

Come conciliare iniziative a sostegno dello sviluppo nel Paese con il ritorno alla possibilità della durata poliennale delle polizze assicurative è concetto per pochi, e certamente non per gli assicuratori.

Comunque prosegue  nel suo iter procedurale, e   ha ottenuto l’approvazione della Camera per tornare nuovamente al Senato.

 

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I dati statistici dei visitatori di ogni blog sono un utile strumento di analisi per interpretare la sfera degli interessi di tutti coloro i quali, per scelta precisa o per intercettazione occasionale, hanno avuto accesso ai vari post pubblicati.

I dati di questi ultimi giorni indicano una elevata frequenza di accessi da parte di nuovi lettori, prevalentemente alla ricerca degli ultimi spunti e occasioni di approfondimento prima del prossimo esame intermediari indetto dall’ ISVAP per domani 2 luglio 2009.

art-hiring_squadSono 2756 gli iscritti alla prova scritta di domani. Rappresentano lo 8,03% degli attuali 32.045 soggetti, persone fisiche, complessivamente iscritte sino a questo momento nelle Sezioni A e B del Registro Unico Intermediari tenuto presso l’ISVAP  ( 29.065 in Sez.A e 2.980 in Sez.B ) .

Evidenziano una significativa percentuale di possibile aumento della popolazione degli assicuratori intermediari principali italiani. Tradizioni di famiglia, evoluzione di posizione all’interno di strutture assicurative nelle quali magari operano con attribuzioni diverse, oppure molto più semplicemente attrazione verso una nuova professione.

Comunque la necesità per tutti di una preparazione strutturata e rigorosa, con la prospettiva di dedicarsi a un futuro che è facile immaginare obbligato a innovazioni e contenuti professionali all’altezza di un mondo che cambia molto velocemente. E soprattutto gli assicuratori, intermediari e compagnie, ne devono essere tempestivi protagonisti. 

Buon esame a tutti!

PostaMi sono imbattuto casualmente, come spesso succede, nella recensione dell’ultimo libro di Michela Marzano “Estensione del dominio della manipolazione-Dall’azienda alla vita privata”.

Michela Marzano è uno dei tanti esempi di buoni cervelli italiani che hanno preferito l’estero al sole di casa nostra. Filosofa, molto nota e letta non solo in Francia, dove vive e lavora, viene considerata attualmente una tra le 50 menti intellettuali più importanti al mondo.

Non ho ancora avuto modo di acquistare e leggere questo libro, edito da Mondadori, ma la descrizione del tema trattato e le prime pagine del capitolo iniziale (cliccare qui per condividerne il contenuto)meritano certamente una motivazione efficace per approfondirlo.

Lo spaccato delle realtà aziendali che se ne ricava è sicuramente trasferibile anche al settore assicurativo, nel quale da oltre quindici anni le cosiddette “culture innovative” hanno profondamente inciso anche sui rapporti tra dipendenti e intermediari.

Con i “nuovi profeti”, i “tuttologi”, come li racconta la Marzano, che attraverso le loro consulenze offrono ogni tipo di soluzione a singoli individui e aziende. Che incoraggiano la attenzione ai comportamenti, anzichè alla cura delle competenze, per consolidare carriere e benefici.

E i consumatori, assicurati e clienti che siano, esprimono le proprie libertà condizionate all’interno di questi nuovi sistemi, nei quali i vincoli e gli obiettivi sono sapientemente mascherati.

00000112_isvapL’ISVAP ha pubblicato l’elenco dei candidati ammessi alla prossima prova scritta prevista per il giorno 2 luglio 2009.

cliccare qui per scaricare il documento completo

00000112_isvapSono pubblicate sul sito web dell’ISVAP  “Le considerazioni conclusive del Presidente” , a conclusione della odierna Assemblea Annuale presediuta appunto da Giancarlo Giannini. 

E’ stata ribadita nei diversi passaggi dell’intervento la constata e rassicurante tenuta del sistema assicurativo italiano. L’analisi delle tendenze emerse dalla lettura degli indicatori di mercato ha evidenziato in particolare  quella della definanziarizzazione

“La finanza deve essere uno strumento dell’assicurazione e non il fine: le compagnie devono offrire agli assicurati ciò che essi si aspettano, la copertura dei rischi che incombono su di loro, sulle loro famiglie e sulle loro imprese.

E da questo punto di vista non c’è alcuna differenza tra il sollevare l’assicurato dalle conseguenze di un evento naturale o di uno attinente la vita umana fornendo appunto la garanzia delle prestazioni oggetto del contratto.”

Altrettanto interessante il richiamo alla bancassicurazione

“Anche in Italia, nonostante il processo di finanziarizzazione – in virtù delle regole vigenti – sia stato assai minore che in altri Paesi, si era creato un terreno culturale ad esso favorevole, terreno che ha trovato espressione in una malriposta idea per cui non c’è una sostanziale differenza tra fare banca e fare assicurazione; la bancassicurazione vista non solo come canale distributivo ma come integrazione funzionale tra le due realtà.

I fatti adesso sembrano smentire quella che si riteneva fosse una convergenza inevitabile tra i due settori: alcuni importanti scioglimenti partecipativi avvenuti all’estero ed in Italia hanno sancito infatti la necessità di una rifocalizzazione sui rispettivi core business.

Dalla riduzione del peso della finanza trarranno particolare beneficio i consumatori che potranno trovare un’offerta più rispondente alla loro crescente domanda di sicurezza: è il cliente che deve determinare le scelte delle imprese e non viceversa.”

In merito alla RCAuto non si può che condividere l’invito rivolto alle compagnie a provvedere al potenziamento ed in qualche caso alla ristrutturazione delle reti liquidative.

Annunciando e commentando l’avvenuta implementazione del Preventivatore Unico RCAuto viene ribadita la attesa di ulteriore beneficio in termini di mobilità, trasparenza e concorrenza.

Prima di concludere con l’imperativo invito a “non allentare l’approccio reattivo di cui il mercato-chiamato a fare dell’etica dell’efficienza il suo valore fondante- ha offerto alcuni segnali”  vale la pena evidenziare quanto l’ISVAP pensa sia dovuto dagli Intermediari:

L’immobilismo che è sempre un problema anche in fase espansiva, diventa un problema grave in fase recessiva.

Un contributo particolarmente importante alla ripresa della fase di sviluppo del mercato assicurativo può, naturalmente, venire dagli intermediari; un esercito di 240.000 soggetti oggi iscritti al Registro nelle varie sezioni nelle quali esso è articolato secondo le prescrizioni del Codice delle Assicurazioni e del Regolamento di attuazione.

L’innovazione commerciale del settore, sempre più orientata alle esigenze del cliente/consumatore, si realizza non solo attraverso l’innovazione di prodotto ma anche attraverso l’attività di intermediari responsabili, adeguatamente formati ed in grado di valutare ciò di cui il cliente ha bisogno e gli strumenti assicurativi più adeguati per fornirglielo.

La presenza di vari canali di vendita è una garanzia per i consumatori; ogni canale ha le sue caratteristiche che lo portano a prediligere alcuni segmenti produttivi,  ma è indispensabile che alcuni di essi escano da schemi troppo restrittivi per la propria attività, pena una compressione del business. . 

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