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Ecco una lodevole iniziativa di una società di consulenza, attiva anche  nel settore assicurativo. Si tratta della PAS consulting che rende disponibile in Rete un interessante strumento di simulazione parziale dell’esame, sulla base di alcune delle domande con le quali si sono misurati i candidati  nel  2009.

Un buon esempio di democratica condivisione delle competenze, che la Rete dovrebbe sempre  ispirare anche quando lo si colloca, come in questo caso,  all’interno di un portale commerciale.

cliccare qui per scaricare il test di PAS consulting

Si terrà a Roma il 3 maggio 2010 la prossima prova scritta dell’esame per la iscrizione al R.U.I, alla quale risultano ammessi 3.300 candidati. I nominativi dei candidati aventi titolo alla partecipazione all’esame sono elencati all’interno del Comunicato dell’ISVAP sottoriportato. Auguri a tutti i futuri colleghi!

COMUNICATO

L’Autorità informa che la prova scritta dell’esame per l’anno 2009, per l’iscrizione nel Registro degli intermediari assicurativi e riassicurativi, bandita con Provvedimento Isvap n.2767 del 29 dicembre 2009, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale – 4a Serie Speciale Concorsi – n. 3 del 12 gennaio 2010 avrà luogo in Roma, presso l’Ergife Palace Hotel, sito in Via Aurelia n. 617/619, il giorno 3 maggio 2010, alle ore 8,30.

Pertanto, i candidati ammessi sono tenuti a presentarsi, nel giorno e nell’ora sopraindicati, muniti di un documento di riconoscimento in corso di validità.

Ognuno di noi può monitorare quanto degli argomenti che ci interessano viene pubblicato sul web. Basta impostare le cosiddette  key words su uno dei tanti servizi di alert disponibili in Rete e il gioco è fatto. Sarete avvisati ogni qualvolta in qualsiasi angolo del pianeta informatico qualcuno scrive qualcosa che contenga le parole che avete scelto.

E’ uno degli strumenti di ricerca più elementari e primitivi, che richiede comunque tempo,  pazienza e autonoma capacità di selezione per scovare qualcosa di interessante, ma il principio funziona. L’aspetto inquietante della Rete è la  conservazione quasi eterna delle informazioni che ognuno decide di depositarvi.

Una  parte ragguardevole delle mie esplorazioni programmate è riferita alle assicurazioni, dalle quali ricavo molto spesso spunti per i miei personali commenti.

I quattro o cinque mesi a cavallo tra l’anno che finisce e quello che inizia sono fittamente popolati da Bandi di Gara per la aggiudicazione del Servizio di Brokeraggio Assicurativo, capitolati, testi di polizza, disciplinari, avvisi di aggiudicazione, ormai obbligatoriamente pubblicati sul web. Migliaia di pagine di documenti, sostanzialmente simili ,  spesso identici, che normano quello che le polizze devono dare e che i broker devono fare.

E allora gli assicuratori di lunga vita riflettono su come eravamo, quando dai piccoli paesi di provincia alle più grandi città il territorio  era contraddistinto dalle diverse aree di influenza locali, in genere appannaggio delle Agenzie delle prime tre o quattro più importanti Compagnie di allora.

Era il Comune, l’Ospedale, la Cassa di Risparmio,  l’Università, il Consorzio di una delle innumerevoli Bonifiche, a contrassegnare la importanza primaria dell’assicuratore del posto, a identificare le alleanze, i cartelli di fatto, la reputazione ostentata di assicurare il “pubblico”.

Oggi non esiste “pubblico” che possa più appartenere direttamente  ad un Agente. Servizio di Brokeraggio Assicurativo è la parola d’ordine attraverso la quale una sola delle figure di intermediario assicurativo esistenti può gestire premi e incassare commissioni, nella aspettativa che in questo modo  il meglio e la imparzialità siano sempre alla  portata della penna con la quale l’Ente sottoscrive i contratti.

Se poi si leggono con sufficiente attenzione Bandi e Capitolati emergono ricorrentemente  pochi nomi di Broker, dalle molte provvigioni, aggiudicatari delle gare, condizioni di assicurazione e disciplinari  quasi sovrapponibili, tabelle di punteggi con spazi poco rassicuranti dedicati a valutazioni non ispirate a criteri numericamente oggettivi, raggruppamenti di aggiudicatari convergenti in preventivi patti di non-belligeranza, rincorse  spesso senza limiti verso provvigioni con aliquote sacrifcate all’osso, e conseguenti interrogativi sulla  qualità possibile  del servizio.

E tutto questo rappresenta un segmento consistente di premi e provvigioni che non transita più nelle contabilità agenziali.

Inutile parlare di meglio o peggio, tutto è molto più semplicemente diverso, ma terribilmente più complicato.

Ad esempio qualcuno saprebbe una buona volta spiegarmi perchè dovrebbe essere positivamente discriminante l’aver incassato o intermediato montanti di premi o provvigioni di pregiudiziale ammontare? Da quando numeri maggiori declinano coperture migliori e altrettanto migliori attitudini ad assicurare un soggetto pubblico?

Significa ammettere alle gare solo chi già ha quote di mercato acquisite e escludere invece qualsiasi  nuovo concorrente, che non potrà mai partire da zero per costruirsi un futuro referenziale possibile!

E’ una spirale falsamente elitaria, della quale forse le Autorità di controllo, del mercato e del sistema, dovrebbero finalmente chiedere spiegazioni. Non c’è fretta,  per fortuna la Rete e il Web hanno  una grande memoria.

Se la notizia viene pubblicata da Assinews, e firmata da Gigi Giudice, non possiamo avere dubbi, sarà purtroppo vera.

Che poi la notizia “stia facendo il giro del pianeta assicurativo, e con reazioni difformi” mi sembra conseguenza matura e degna di un settore evoluto come quello assicurativo dovrebbe essere, anche se la definizione di “pianeta” appare largamente sovradimensionata rispetto all’interesse che l’argomento delle polizze riesce ancora a suscitare nel nostro Paese.

La notizia, nel suo rispettabile presupposto di fondatezza, merita a mio parere qualche ulteriore approfondimento.

Una Compagnia, tra le prime protagoniste del mercato europeo, che ricorre alla consulenza di un proprio agente per dialogare meglio con tutti gli altri, sottolinea una ridotta capacità del proprio servizio commerciale nel costruire stabili e collaborative relazioni di affari con la propria rete distributiva.

Verrebbe da chiedersi perchè solo oggi se ne senta la necessità, ma il fondato timore che la risposta sia  attribuita alle mutate condizioni rapportuali tra agenti e compagnia dopo le liberalizzazioni Bersani scoraggia sul nascere la domanda.

Con o senza liberalizzazioni, soggetti che hanno in comune la condivisione di prodotti e servizi devono trovare intese ugualmente condivise,  nel quotidiano e rispettoso riconoscimento di qualità, convenienza, e soprattutto di altrettanto riconoscibile professionalità.

Se così non fosse, e il dubbio che così non sia stato è quanto mai ragionevole, il fatto dimostra che  metodi e regole di comportamento prevalentemente basati su autoritarismo e pretese monocratiche sono da sempre fragili e pericolosi, e incapaci di costruire un altrettanto stabile senso di identità comune.

Ammettere la necessità di una  intermediazione rapportuale sussidiaria esterna è conferma di debolezza, è premessa di nuove concessioni, fondata sulla difficoltà di decodificare istanze e proposte, di percorrere appropriatamente la geografia della Rete, ma soprattutto delle persone che la compongono.

Al contrario, se si pensa di riuscire a influenzare con la rappresentatività di altri la difficile soluzione di dissensi interni,  ci si avvicina a rischi di manipolazione ancora più pericolosi.

Viene anche da chiedersi perchè nuovi tentativi di dialogo non siano stati sino ad oggi possibili con la rappresentanza istituzionale dei rispettivi gruppi agenti, anzichè abdicare a terzi il proprio ruolo di guida e interlocuzione, con il rischio di vedere  assottigliata la propria credibilità.

Impegno difficile e imbarazzante anche per Tristano Ghironi. Anche se non formalmente incompatibile con le norme del Regolamento Intermediari,  il nuovo incarico pone inevitabilmente quesiti di sostenibilità etica del doppio mandato, dal 22 febbraio in capo allo stesso soggetto.

Da un lato consulente a fianco della mandante, dall’altro uno dei tanti agenti con la stessa spesso contrapposti: un doppio incarico a rischio di presunti privilegi e di uno sdoppiamento volontario di personalità professionale, e in quanto tale di straordinaria e improbabile gravosità.

Ma il futuro di ognuno può essere inaspettata fonte di inimmaginabili smentite o prevedibili conferme: i fatti e le persone ne saranno indiscussi testimoni.

Si è consumato anche quest’anno il rito dell’aggiornamento professionale  annuale, in capo a tutti gli Intermediari Assicurativi perchè imposto dall’art.38 del rispettivo Regolamento.  

Il 28 febbraio è stato considerato eccezionale proroga dei termini 2009, successivamente alla pubblicazione nello stesso anno degli esiti di pubblica consultazione delle modifiche al Regolamento Intermediari.

Ne deriva che l’assolvimento degli obblighi formativi riferiti al 2010 avrà nuovamente scadenza al 31 dicembre 2010, lasciando a tutti noi solo 10 mesi di tempo per fruire o organizzare i relativi interventi di formazione.

Personalmente continuo a considerare questo obbligo come un semplice, e inutile, compiacimento estetico del Regolamento stesso. Lo confermano i titoli dei corsi, anche non pertinenti con il sapere assicurativo, spesso anche riproposti con i medesimi contenuti degli anni precedenti, e quindi non attualizzati. Lo confermano i prezzi,  in molti casi congelati o adirittura ridotti, perchè in capo a materiale didattico altrettanto surgelato. E’ impensabile poter offrire qualità e aggiornamento persino a 50 euro a partecipante.

E allora continua ad essere una corsa non verso il sapere migliore, bensì verso un distintivo da esibire in caso di verifica ispettiva da parte dell’ISVAP, e senza una sostanziale garanzia di aumentata professionalità verso gli assicurati.

Gli Intermediari assicurativi fanno invece dell’aggiornamento professionale individuale un autonomo, quotidiano e silenzioso strumento di appropriatezza professionale, da impiegare per continuare ad esercitare una efficace capacità competitiva verso i concorrenti e di dialogo, spesso antagonista, verso le compagnie.

E allora?  Tutti a caccia del meno complicato, con il minore dispendio possibile di tempo e quattrini!

Tratto da una qualunque polizza incendio

La Compagnia non indennizza:

  •  i danni causati da o dovuti a  cedimento, franamento o smottamento del terreno 

Non c’è forse modo peggiore per comprendere dal vivo le ragioni di una esclusione,  che abbiamo letto e riletto per anni, dando tutto per consuetudine scontata e, in quanto tale,  forse  improbabile.

Il Bollettino dell’ISVAP del mese di Dicembre 2009 è da oggi on line sul sito dell’Istituto.

cliccare qui per scaricare il documento completo

 

E’ di oggi questo comunicato stampa dell’ISVAP  riferito a Segnalazione di Compagnia non autorizzata.

 Le raccomandazioni dell’ISVAP sono sempre meritevoli della dovuta attenzione, ma in questo caso la premessa delle due righe iniziali non offre, a mio personale avviso, alcun logico collegamento con le precisazioni successive. E se il comunicato è stato redatto a beneficio degli “utenti” non credo che il senso della raccomandazione sia di facile evidenza anche  per i non addetti ai lavori. Regolamenti e Comunicati non possono condividere un “assicurese” ancora ermetico.

Poco male, gli intermediari potranno utilmente colmare questa lacuna della comunicazione ISVAP a beneficio del proprio ruolo consulenziale e divulgativo troppo spesso sottovalutato!

COMUNICATO STAMPA DEL 29 GENNAIO 2010

E’ pervenuta a questa Autorità una segnalazione in merito alla circolazione nel territorio della Repubblica di un veicolo immatricolato in Italia assicurato con una polizza di responsabilità civile auto emessa da un’impresa avente sede legale in un Paese extra UE.

Al riguardo, l’Autorità intende richiamare l’attenzione degli utenti sulla circostanza che le polizze stipulate all’atto di ingresso in un Paese extra UE (c.d. polizze di frontiera) sono valide esclusivamente nel territorio del Paese di emissione. La circolazione nel territorio italiano con simili polizze comporta per i contraenti l’insussistenza della copertura assicurativa. E’ pertanto necessaria la sottoscrizione di un nuova polizza con un’impresa autorizzata o abilitata in Italia allo svolgimento dell’attività assicurativa nel ramo r.c. auto.

L’ISVAP ricorda sempre che chiarimenti ed informazioni in merito alle imprese che possono acquisire contratti r.c. auto in Italia potranno essere richiesti presso la sede di questa Autorità (Via del Quirinale, 21 – 00187 Roma – tel. 06.42.133.1 – telefax 06.42.133.206).

Si invitano gli Organi di informazione a dare il massimo risalto al presente comunicato nell’interesse degli utenti.

E’ stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale 4°Serie Speciale-Concorsi-  n. 3 del 12-1-2010 il testo del provvedimento dell’ISVAP contenente il Bando per la prova di idoneità 2009  per la iscrizione al RUI degli intermediari assicurativi e riassicurativi.

cliccare qui per scaricare il documento ufficiale

oppure

cliccare qui per scaricare il relativo COMUNICATO dell’ISVAP

Gli aspiranti intermediari hanno quindi tempo sino al 11 febbraio 2010 per la presentazione delle relative domande di iscrizione.

Tra le novità previste nella Finanziaria Regionale 2010 approvata dalla  Regione Campania il 31 dicembre scorso ne appare una di interesse assicurativo, non ancora esplicitamente ufficializzata dalla stessa Regione Campania, ma contenuta in un comunicato stampa apparso in Rete e ripetutamente ripreso da numerose testate di informazione locale.

ASSICURAZIONE RC AUTO ED RC MOTO “FIDUCIA CAMPANIA”- La legge finanziaria regionale istituisce il Comitato di studio “RC Auto” per far nascere la tariffa RC auto e RC moto “Fiducia Campania”. Il Comitato, composto da sette esperti di cui due in rappresentanza della Regione ed uno ciascuno per le Prefetture di Napoli e di Caserta, le associazioni dei consumatori, l’associazione dei periti assicurativi e dall’Ania, a costo zero,  ha il compito di elaborare, entro quattro mesi dall’insediamento, una convenzione tariffaria denominata “Polizza Fiducia Campania” che, nelle province della Regione con tariffa particolarmente svantaggiata, sia ispirata al principio in base al quale chi è in classe di massimo sconto o in classe di ingresso deve ottenere l’applicazione della medesima tariffa di una qualsiasi altra città italiana a scelta della compagnia assicuratrice e indicata nel contratto sottoposto a convenzione, seguendo i relativi andamenti tariffari finchè non si verifichi un sinistro.

Sarebbe questa una delle strade percorribili a livello politico regionale per tentare di risolvere la “questione meridionale” delle tariffe RC Auto campane oppure si tratta di sola demagogia delle intenzioni?

Stranamente nè l’ANIA nè tantomeno le  associazioni dei consumatori e degli Agenti si sono ancora appropriate di alcuna paternità della iniziativa. Se qualche Assicuratore informato volesse contribuire con migliori informazioni lo attendiamo a “web aperto“.

 

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