
E’ stato presentato nei giorni scorsi il piano industriale 2009-2011 del Gruppo FONDIARIA SAI approvato dal rispettivo Consiglio di Amministrazione.
La notizia è stata affidata come di consueto a un comunicato stampa →scaricabile cliccando qui , nel quale sono presentati i temi progettuali ritenuti di maggiore impatto.
L’annuncio di una nuova tariffa auto, pensata secondo criteri di maggiore personalizzazione e conseguente inferiore mutualità, apre la strada verso la necessità di articolate azioni per la riduzione dei costi e la razionalizzazione di strutture distributive e funzionali, di rigenerazione di prodotti di antica fattura e naturalmente della ottimizzazione di procedure e costi dei sinistri.
Sottolineata anche la necessità di ridurre la base dei costi riconvertendo progressivamente le risorse verso attività date in passato ad outsourcer.
Non si può fare a meno di evidenziare lo slancio con il quale si dichiara anche l’intenzione di adottare….
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Maggiore enfasi nell’applicazione della meritocrazia nei rapporti con gli agenti, i nostri partner per eccellenza, con i nostri collaboratori, con i dipendenti, utilizzando criteri che consentano di favorire le iniziative volte a recuperare la redditività.
La presentazione è supportata da 47 slides, consultabili cliccando qui , tra le quali è la n°16 ad attrarre particolarmente la mia attenzione, vedi → SAI-BP slide 16.
L’esplicito riferimento alla costituzione del Fondo di Solidarietà degli assicuratori, vedi il mio post sull’argomento, ne esplicita la funzione di premessa essenziale, per il riavvio di pensionamenti anticipati, il congelamento degli organici, ottenuti anche con processi di integrazione, la implementazione di nuove non meglio esplicitate “piattaforme” e economie di scala ricavabili al di fuori di un bacino di 6.000 dipendenti complessivi, in Italia, su complessivi 7.714 ( dati Mediobanca al 31/12/2008).
Tutto questo riconduce a parlare di come si vive, affronta e risolve la perdurante congiuntura economica che sta inevitabilmente investendo anche gli assicuratori.
Contrazioni dei consumi, riduzioni occupazionali, disinvestimenti delle imprese, se non addirittura dismissioni industriali, non possono che comportare corrispondenti impoverimenti dei premi assicurativi incassati da intermediari e compagnie.
E, come negli altri settori, si comincia dai dipendenti e dalle loro competenze, inopportunamente etichettate come spese da eliminare.
E si fa anche fatica a comprendere come tutto questo si possa conciliare con la ambizione di perseguire e praticare “meritocrazia nei rapporti con i dipendenti, utilizzando criteri che consentano di favorire le iniziative volte a recuperare la redditività“.
Ma di questo nei comunicati stampa non si parla, se ne discute separatamente nei piani di ristrutturazione, spesso redatti da bravi e imparziali consulenti.